Il balletto nel tempo: evoluzione, tradizione e cambiamento

Il balletto nel tempo: evoluzione, tradizione e cambiamento

La nostra cara Royal Ballet ci stupisce sempre, non solo a livello di danza ma anche di comunicazione e promozione dell’arte nel mondo. Mi sono infatti imbattuta in un loro video che mostra come la danza, in particolare il lavoro alla sbarra, si sia evoluto durante i secoli.

TRE COPPIE DI BALLERINI IN RAPPRESENTANZA DI TRE DIVERSI PERIODI STORICI

Yasmine Naghdi e Donald Thom, muniti di foam-roller, scaldapiedi e attrezzatura varia, rappresentano alla perfezione i ballerini d’oggi.

Fumi Kaneko e Tomas Mock si cimentano invece nei ballerini di fine 1800: semplici nell’outfit, non dispongono di grande attrezzatura per scaldarsi.

Infine Gemma Pitchley-Gale e Marcelino Sambé, con vestiti pudici, rappresentano i ballerini dell’era di Blasis, relativa alla prima metà del 1800. Carlo Blasis, ballerino, coreografo e maestro italiano, fu tra i primi a codificare la tecnica del balletto.

L’EN DEHORS

Uno dei cambiamenti maggiori all’interno della danza classica riguarda certamente l’en dehors o turn out. Se inizialmente i ballerini ruotavano i loro piedi in maniera contenuta, nell’attuale mondo professionale sarebbe un’eresia non saper mostrare una prima posizione a 180°. Va anche detto che in passato il concetto di rotazione si limitava ad una forzata (ed errata) rotazione del piede, mentre ora siamo consapevoli che il movimento debba coinvolge tutto l’arto, a partire dalla rotazione della testa femorale all’interno dell’acetabolo.

LA SBARRA

Sostanziale è il cambiamento che vede coinvolgere il lavoro alla sbarra negli ultimi due secoli. Nell’era di Blasis la sbarra durava circa 15 minuti e prevedeva giusto un paio di esercizi. Questo perché, i grand plié ad esempio, venivano svolti in 16 conti l’uno (sì, avete capito bene ? ), così come i battements tendus originariamente si svolgevano con delle lunghe pause per poi essere velocizzati man mano. Gli esercizi erano quindi tendenzialmente ripetitivi e molto lunghi, accompagnati da un port de bras statico senza tanti fronzoli. Al contrario, con il passare degli anni, gli esercizi alla sbarra diventarono sempre più brevi e variegati, proponendo all’interno della stessa sequenza vari passi contornati da eleganti port de bras. La sbarra ha oggigiorno una durata più estesa poiché al suo interno presenta un maggior numero di esercizi.

Fa molto sorridere la sequenza di grand battements eseguita da Gemma Pitchley-Gale e Marcelino Sambé – in rappresentanza del 1820. Si tratta di ben 16 grand battements, ovvero 32 conti, in ogni posizione!!! Sarà pur durata 15 minuti la sbarra due secoli fa, ma di certo non si può dire che non scaldasse…

Infine, è interessante notare come i petit battements vengano svolti, nell’era di Blasis, mantenendo le dita rilassate al pavimento, in una sorta di mezzapunta molto bassa, tutt’ora utilizzata come preparazione ai petit battements nel metodo inglese Imperial Classical Ballet promosso dall’ISTD. Nelle epoche successive, invece, si utilizza il piede “abbracciato” alla caviglia o completamente steso.

E per quanto riguarda lo stretching?

Beh, nel 1820 praticamente non esisteva. Sfruttavano il tempo a disposizione per eseguire una serie di “pose plastiche” e giocare con delle sequenze di mimo.

A questo punto, date un’occhiata al video di Royal Ballet che mostra tutto ciò. Enjoy!

Disclaimer: questo articolo vuole essere un introduzione al video proposto da Royal Ballet, purtroppo disponibile solo in lingua inglese. Per consentire ai miei allievi -e non solo- di fruire di tale video, dal momento che lo ritengo molto valido e stimolante, ho deciso di tradurre ciò che viene detto.

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