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Tales of Beatrix Potter – balletti per bambini

Tales of Beatrix Potter – balletti per bambini

Chi fu Beatrix Potter Beatrix Potter (1866-1943) fu una scrittrice ed illustratrice inglese, nota in particolare per la sua produzione di racconti per bambini. Beatrix Potter Tales of Beatrix Potter a teatro L’allestimento teatrale di “Tales of Beatrix Potter” prende spunto da 6 racconti della 

Rallentiamo il ritmo – meditazione e respirazione

Rallentiamo il ritmo – meditazione e respirazione

“Ora, rallentiamo il ritmo” E’ ciò mi sono sentita dire anni un paio di settimane fa, mentre partecipavo al corso di formazione Power Pilates per diventare (forse, un giorno!) una brava insegnante di pilates. Erano le 8 di mattina di un’uggiosa domenica autunnale. Quelle giornate 

La giornata tipo di un’insegnante di danza durante il covid – tra lezioni e pulizie

La giornata tipo di un’insegnante di danza durante il covid – tra lezioni e pulizie

Parola chiave: Lysoform.

6:30, suona la sveglia. Nel letto, mentre R. ancora dorme sogni profondi, abbozzo comunicazioni varie che dovrò inviare ai genitori.

Ore 7:05, giù dal letto, tappa al bagno e poi cucina per il mio pasto preferito, colazione.

Preparo, come al solito, due toast di pane nero. In un tegamino sbatto un uovo, lo pongo sul pane appena caldo e ci aggiungo del formaggio e del prosciutto. Mentre mangio, il profumo di caffé sprigiona dalla moka. Aggiungo un po’ di latte. Mi vesto, mi trucco ed esco di casa.

Passeggiata a piedi di 15 minuti, ammiro la città dall’alto mentre lascio messaggi vocali ad un caro amico, J. Alle 8:28 sono davanti all’ufficio per fare un lavoro che non mi piace ma che, di questi tempi, aiuta ad arrotondare.

Alle 8:30 attacco e stacco alle 12:30 esatte. Che lusso, essere dipendente.

Sfrutto il passaggio di una collega ed arrivo a casa alle 12:50. Breve momento di relax: cucino, mangio, pulisco.

Ore 13:45, riaccendo la connessione dati sul telefono (atto che richiede estremo coraggio). Messaggi a non finire: nuovi allievi che provano, vecchi che non provano, nuovi che avevano detto avrebbero provato ma che non provano, vecchi che non dovevano provare, provano. Attimi di delirio. Poi si torna in carreggiata. Resilienza.

Chiama la mamma della bambina nuova, “sì certo, può venire ma deve frequentare delle lezioni di recupero. E’ grande ed è indietro con il programma (che lezioni? Quante? Quando? Perché?).”

Chiama la mamma della bambina con broncopolmonite asmatica. Ha la tosse, oggi non viene. Avrà la tosse per metà anno, come fare? Chiama il pediatra, chiedi al pediatra, spera che gli altri genitori non facciano storie. Spera, che vada tutto bene.

Programma la lezione di intermedio. Serve un nuovo esercizio di rond de jambe. Manca l’ispirazione. La sedia della cucina è scomoda da usare come sbarra. Che bello, però, ballare. Mi manca la sbarra. Mi manca essere quotidianamente allieva.

Chiama la mamma (la mia, questa volta), devi accordarti per i giorni successivi. Quando ci vediamo? Fino a che ora? C’è anche il nipote, non si può dire di no.

Ore 15:40, tra 5 minuti devo partire di casa. Mi vesto veloce, porto un ricambio, non si sa mai.

Ore 15:45 salgo in auto.

Ottimizzo il tempo: lungo il tragitto chiamo la mamma di un’altra bambina. Altre chiacchiere, veloci e produttive.

Ore 16:00 sono arrivata. Piove, non ci voleva. Più precisamente, diluvia.

Accogli i piccoli di 4 anni, un po’ per volta. Togliete le scarpe. Sedetevi lì. “Maestra, mi togli i calzini?”, “no, ce la fai da sola”. Misura la febbre. Gel per le mani. Tutti in fila, si inizia. Giochiamo. Mi diverto. Penso a quanto sarebbe bella la lezione se non avessi la mascherina addosso. Potrei correre insieme a loro respirando normalmente.

In sala non c’è nessun oggetto, nessun gioco, non avrei tempo di pulire. Menomale che il gioco più bello è l’immaginazione. Bravi bambini, educati, attenti, disciplinati. Ore 17, inizia a far uscire i bambini. Indossano le scarpe, la felpa. Controlla che abbiano tutto. Controlla che siano arrivati i genitori. Saluta, racconta, sorridi da sotto la mascherina. Informa. Pulisci.

Arriva il secondo turno. Saluta i bambini, i genitori, i nonni, gli zii, i fratellini. I cani, i passeggini. Spiega tutto da capo. Ricorda, se hai detto tutto. Ti sei dimenticata. Scusati, riparti. Febbre, gel. Scarpe, felpa, calzini antiscivolo. Scarpette di danza. Tutti in fila, si parte. “Le distanze, bambini!”. Presentazioni, saluti, racconti di asili, di mamme, di merende. Di giochi. Ora però si danza. Siamo cigni, poi farfalle, poi giraffe, poi leoni. “maestra, devo fare la pipì”. Arrivo. Corridoio, maniglia, bagno, maniglia, wc. “ce la fai da sola?” “sì”. wc, maniglia, bagno, maniglia, corridoio. Controlla i compagni. Bravissimi, ancora seduti. Controlla la bambina al bagno, ha finito. Lava le mani. Gel per le mani. Torniamo ad essere farfalle, elefanti, scoiattoli, fenicotteri. Ci arrampichiamo sugli alberi, strisciamo sotto il ponte, nuotiamo nel fiume. Stendiamo i piedini, allunghiamo la schiena, chiacchieriamo tanto.

Felpa, scarpe, gel, mamme e papà. Spiega, parla, racconta. Rispiega. Proponi. Sorridi. Scendi a compromessi, comprendi. Dai indicazioni.

Sali, pulizia, zaino. Auto. Trasferimento in sede.

Piove.

Febbre, firma, gel, scarpe, gel. Di nuovo febbre, saluta, carte, firme, finalmente in sala.

Sbarra, warm up, plié, tendus, rond de jambe. E molto ancora. Non c’è il mood giusto. Teen agers. Ed ho detto tutto. Le adoro. Quando non si comportano da teen agers.

Fatica, mascherina, mal di testa. Fame. Gel gel gel.

Stretching. Inizia a pulire. Sbarre, chiacchiera, sbarre, pavimento. Veloce. Poi c’è un’altra lezione.

Firme, firme, altre firme. Motiva, chiacchiera, vai.

Auto. verso casa. ore 20:40

20:50 casa. Cena, chiacchiere. rispondi a qualche messaggio. Inconvenienti culinari. Doccia, pulizia (niente lysoform questa volta, sembra strano).

Ore 22:30, letto. Chiacchiere, coccole.

Ore 23:20. Pc. Scrivere di tutto questo. Di questa follia. Di questa giornata, una delle tante. Ansia e meraviglia. Paura e stupore. Progetti di vita. Cambiamenti in atto. Famiglia. Amore. Amici. Danza. Tanta, tantissima danza.

Poi. Ad un tratto.

Gli occhi

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Tempo di shopping! – I migliori brand di danza (parte 1)

Tempo di shopping! – I migliori brand di danza (parte 1)

E’ sempre tempo di shopping, anche se riguarda la danza! Solo chi balla può capire l’emozione nel comprare le punte nuove, il body tanto desiderato, il gonnellino a fiori, gli scaldapiedi o il portachiavi a forma di scarpetta. Oggi andiamo a scoprire questo mondo meraviglioso 

Best of… youtube! – Migliori canali di danza (parte 2)

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Ogni giorno, su youtube, spuntano mille canali di danza. Alcuni sono effettivamente molto utili mentre altri lasciano il tempo che trovano. Avevo già parlato in passati di canali di danza interessanti (se ti sei perso l’articolo, clicca qui) ma oggi vorrei allungare la lista presentandovene 

Pre-danza: corsi per i più piccoli – come orientarsi

Pre-danza: corsi per i più piccoli – come orientarsi

Il territorio italiano pullula di corsi di danza di ogni tipo e, onde evitare che voi genitori affoghiate in questo oceano di offerte, ho pensato di fornirvi una linea guida che possa orientarvi al meglio nella vostra scelta. In particolare mi focalizzerò sulla fascia 4-6 anni, la più delicata a mio avviso. La scelta del corso di danza o meglio, pre-danza, è infatti di fondamentale importanza per orientare al meglio i vostri figliuoli negli anni a venire. Non che si tratti di una decisione categorica e determinante però, data l’ampia offerta di corsi, vale proprio la pena affidarsi ai più esperti.

Sì, lo so lo so, il fruttivendolo sotto casa che nel tempo libero impartisce lezioni di danza ai bimbi è logisticamente molto vicino ed economico ma, pensateci bene, volete davvero affidargli il frutto del vostro amore? Il vostro gioiello più prezioso strabordante di energia e potenziale?

ps. lode ai fruttivendoli, questo è solo un esempio.

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Passiamo quindi al lato pratico. Ecco un elenco di corsi di pre-danza indicati per i bambini dai 4 ai 6 anni:
Giocodanza®

Giocodanza® è un metodo di pre-danza ideato da Marinella Santini e ampiamente utilizzato ed apprezzato a livello nazionale. Si tratta di un corso pensato per stimolare l’immaginazione e la fantasia dei bambini attraverso una serie di GIOCHI EDUCATIVI. Evidenzio queste due parole perché paiono essere il concetto chiave del Giocodanza®: la lezione, ben strutturata e con obiettivi mirati, viene filtrata attraverso i giochi. Il bambino apprende quindi concetti quali lo spazio, la percezione del proprio corpo, la musica ed il ritmo, schemi motori vari, il tutto rigorosamente divertendosi.

Forse per alcuni di voi questo concetto sembrerà scontato ma Marinella Santini fa bene a differenziare il gioco educativo dal gioco ricreativo. Nel gioco educativo l’insegnante di danza pone infatti degli obiettivi mirati che i bambini sono in grado di raggiungere attraverso le attività ludiche proposte.

In questo caso, quindi, il bambino che affronta il corso di Giocodanza® o un anche un corso di pre-danza ben strutturato, non viene “parcheggiato” dal genitore sentendosi libero di fare quel che gli pare e come gli pare ma anzi impara, continuamente e costantemente, attraverso i giochi. Insomma, due piccioni con una fava: divertimento ed apprendimento.

Danza creativa/Prima danza/Pre-danza/Pre-primary o chiamatelo come vi pare…

Molte organizzazioni di formazione nell’ambito della danza (es. RAD o ISTD, come nel mio caso) affrontano anche i primissimi anni di sviluppo del bambino, fornendo a noi insegnanti tutti i consigli utili su come comportarci e sviluppare un corso per bambini dai 4 ai 6 anni.

Con forti similitudini verso il Giocodanza®, anche la pre-danza (chiamiamola in modo generico così) si dedica allo sviluppo motorio, ritmico, creativo e psicologico del bambino sfruttando numerosi giochi. Sta nell’arguzia dell’insegnante capire quali giochi, storie ed immagini si addicono meglio ai bambini per comunicare con loro in modo efficace. Gli allievi vengono così spronati a scoprire l’uso dello spazio, ad esplorare il proprio corpo, a muoversi singolarmente, in coppia o in gruppo, a rispettare le regole, ad ascoltare la musica, a battere il ritmo. Tutto ciò, rigorosamente divertendosi.

Negli anni della pre-danza vengono buttate le basi motorie che saranno poi sviluppate negli anni a venire, attraverso i corsi di danza vera e propria. I bambini impareranno quindi a saltare (un salto può essere piccolo, medio, grande; composto o scomposto), a camminare (si può marciare, camminare sulle mezze punte, correre, camminare all’indietro), ad articolare mani, braccia, spalle e tutto ciò che è possibile muovere; batteranno le mani a tempo di musica, scoprendo che questa può essere più o meno veloce. Impareranno l’arte di stare fermi (in una posa, ad esempio), l’arte di alzare la mano prima di parlare, l’educazione nel salutare i compagni e la maestra, attraverso un “ciao”, un inchino o, perché no, un “batti 5!”.

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Danzatricità® – un metodo per i piccolissimi (0-36 mesi e 4-5 anni)

Danzatricità®, ideato da Nicoletta Genovese, è un metodo nato dalla volontà di unire le mamme in un’attività che potesse essere svolta con il proprio bambino, sin dai primissimi mesi di vita (0-36 mesi). Il percorso segue attentamente lo sviluppo del bambino, adattandosi alla sua crescita motoria, sensoriale ed emotiva. La lezione è formata da una serie di esercizi psicomotori accompagnati dalla musica e tarati sulle abilità dell’età in cui si trova il bambino. Gli esercizi si evolvono di conseguenza nel tempo, aumentando gradualmente di complessità.

Danzatricità® può essere eseguita anche nella fascia dai 3 ai 5 anni, questa volta in autonomia. Durante ogni lezione, della durata di 45 minuti, l’insegnante o conduttore propone tanti piccoli esercizi, ai quali il bambino si approccerà in maniera libera e creativa. L’insegnante infatti non corregge ma fornisce una cornice di indicazioni all’interno della quale il bambino è libero di agire, scegliendo in autonomia come svolgere il compito. Gli esercizi vengono poi riproposti ciclicamente nell’arco del corso in modo che il bambino abbia la possibilità di imparare ad associare i movimenti con la musica e le indicazioni dell’insegnante.

I corsi di cui vi ho parlato finora sono accomunati principalmente da due punti fondamentali: la volontà di insegnare ai bambini attraverso il gioco e la competenza di gestire tutto questo. Insegnare ai bambini è infatti un’arte difficilissima che richiede conoscenza, creatività ed empatia.

Sta qui la differenza tra l’insegnante che, durante l’ora di pre-danza lascia i bambini in preda dell’anarchia più totale (“tanto si divertono comunque”) e l’insegnante che, pazientemente, struttura la lezione attarverso giochi e attività che possano condurre il bambino all’obiettivo preposto, divertendosi.

Ecco quindi alcune note da valutare quando si scegliere un corso di danza per i piccolissimi:
  1. Il corso di pre-danza dev’essere ben strutturato per età. I bambini di 3-4 anni devono avere un corso a parte, ben differenziato dalla fascia 5-6 anni. Un corso unico contente bambini sia di 4 che di 6 anni non sarà un buon corso poiché, come potete immaginare, un bambino di 6 anni ha uno sviluppo motorio e psicologico nettamente differente da uno di 4 anni.
  2. L’insegnante dev’essere formata. Che sia nel Giocodanza®, nella Danzatricità® o in altri corsi di pre-danza. Non lasciate i vostri figli nelle mani del primo che passa, vi prego (vedi storia del fruttivendolo sopra).
  3. Il costo del corso. Diffidate delle offerte da grandi magazzini, del tipo: “corso completamente gratuito fino a dicembre, poi da gennaio a giugno si paga la metà e l’anno prossimo ci diamo una pacca sulla spalla e via!”. Ma che è? Un professionista si fa pagare. Sarà poi compito della scuola di danza trovare una quota di iscrizione che vada incontro alle esigenze delle famiglie senza denigrare il lavoro dell’insegnante.
  4. Ricordiamoci infine che NON SI STUDIA DANZA A 3-4 ANNI! Per questo motivo i corsi hanno nomi come: pre-danza, baby-danza, Giocodanza®, gioco creativo, pre-primary e qualunque altro nome possa venire in mente all’insegnante. All’età di 3-4 anni i bambini non possono far altro che studiare le basi motorie e musicali che li condurranno, successivamente, alla danza. Quindi, se trovate un corso che vi propone di studiare hip hop, danza classica o latino americano all’età di 4 anni, fuggite più lontano che potete.
Concise conclusioni

INFORMATEVI sulle scuole di danza e sugli insegnanti prima di affidargli i vostri pargoli.

Buona danza!

A Ballet Blog va in vacanza!

A Ballet Blog va in vacanza!

A Ballet Blog va in vacanza per tornare a settembre riposata, con nuove idee ed ispirazioni danzanti da condividere. A presto! via GIPHY

Sii più espressivo…forza! – che cos’è l’espressività

Sii più espressivo…forza! – che cos’è l’espressività

Quante volte ve lo siete sentiti dire? “Sii più espressivo, forza!”, oppure, “mostrami ciò che provi, racconta una storia con la tua danza!”. Ciò che distingue la danza dalla ginnastica è il suo lato artistico, ovvero le modalità di espressività che usa. A me piace 

Lo chignon – rapida guida per genitori indaffarati

Lo chignon – rapida guida per genitori indaffarati

Siete degli indaffarati genitori e, in mezzo ai mille impegni quotidiani avete deciso di iscrivere la vostra spensierata bambina ad un corso di danza classica. Tra l’entusiasmo della bimba, l’emozione del papà nel vederla vestita tutta in rosa effetto “caramellina gommosa alla fragola” e l’incredulità nell’avere un’ora in più di tempo libero in settimana, vi rendete conto che frequentare un corso di danza classica (anche se a livello propedeutica) è in realtà un grosso impegno. Non basta accompagnare la bambina a scuola, bisogna bensì aiutarla a prepararsi: calze, body con gonnellino (qual è la dritta?!), scarpette (qual è la destra?!) ed infine, il famigerato chignon. L’incubo dei genitori e, a questo punto, pure degli insegnanti di danza. E quando avrete finalmente completato la vostra opera d’arte (bimba felicemente vestita e pettinata alla bel e meglio) vi renderete conto che manca ancora una cosa, fondamentale: la pipì. E toccherà ricominciare da capo…

Con questa ironica premessa vi porto al punto cruciale: come fare, da inesperti, uno chignon veloce e stabile. Sarò breve ma diretta, non dovete far altro che leggere ciò che segue!

PETTINATE

Pettinate i capelli della bambina per bene (non con le mani, procuratevi una spazzola o pettine!) in modo tale da ottenere una coda medio-alta e bella fissa.

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Fissate il tutto con un elastico degno di questo nome, ovvero che dia sostegno ai capelli. Gli elastici che hanno perso la loro flessibilità sono semplicemente da buttare!

PETTINATE… DI NUOVO

Ora che avete fissato la coda con l’elastico, se necessario, pettinate nuovamente i capelli per assicurarvi che i capelli non vadano negli occhi e che non ci siano “dune” di capelli vaganti. La superficie della testa dev’essere liscia e ben tirata.

Come dico sempre, spendete 10 secondi in più nel pettinare la coda perché se questa è ben fatta sarete già a metà dell’opera!

FORCINE E RETINA

Attorcigliate i capelli su loro stessi con morbidezza creando una la forma di una cipolla. A questo punto fissate i capelli alla testa con delle forcine (consiglio di usare solo le forcine strette per i bambini: hanno i capelli tendenzialmente scivolosi e queste forcine assicurano una migliore tenuta).

Utilizzate la retina per rendere lo chignon più tondeggiante e preciso e per raccogliere le ciocche di capelli che sfuggono alle mollette. È probabile che dobbiate avvolgere la retina anche 3 o 4 volte intorno alla chignon; non fateci caso, tutto nella norma.

ANCORA FORCINE…

Se necessario, fissate i capelli che sfuggono dalla coda con altre forcine. L’importante è che la bambina non abbia mai i capelli negli occhi!

TRUCCHI DEL MESTIERE

Per fare la coda utilizzate un pettine leggermente inumidito di acqua. Così facendo i capelli rimarranno al loro posto e sarà più facile assemblare la pettinatura.

A coda ultimata, avvolgete direttamente i capelli nella retina senza usare le forcine. In questo modo potrete dare la forma tondeggiante tipica dello chignon e successivamente lo fisserete alla testa.

Nel video qui sotto vedrete alcuni dei passaggi spiegati. Buona visione!

Per chi di voi fosse già più esperto e volesse accedere alla “guida integrale per fare lo chignon”, armatevi di pazienza e di un po’ di sano masochismo e cliccate qui.

Body shaming – il corpo nella vita e nella danza

Body shaming – il corpo nella vita e nella danza

Che cos’è il body shaming? Perché se ne parla tanto negli ultimi anni? E soprattutto, come combatterlo? CHE COS’È IL BODY SHAMING Il body shaming è una forma di bullismo, di derisione del corpo femminile o maschile per alcune sue caratteristiche considerate, erroneamente, sbagliate: troppo