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Tempo di shopping! – I migliori brand di danza (parte 1)

Tempo di shopping! – I migliori brand di danza (parte 1)

E’ sempre tempo di shopping, anche se riguarda la danza! Solo chi balla può capire l’emozione nel comprare le punte nuove, il body tanto desiderato, il gonnellino a fiori, gli scaldapiedi o il portachiavi a forma di scarpetta. Oggi andiamo a scoprire questo mondo meraviglioso 

Best of… youtube! – Migliori canali di danza (parte 2)

Best of… youtube! – Migliori canali di danza (parte 2)

Ogni giorno, su youtube, spuntano mille canali di danza. Alcuni sono effettivamente molto utili mentre altri lasciano il tempo che trovano. Avevo già parlato in passati di canali di danza interessanti (se ti sei perso l’articolo, clicca qui) ma oggi vorrei allungare la lista presentandovene 

Pre-danza: corsi per i più piccoli – come orientarsi

Pre-danza: corsi per i più piccoli – come orientarsi

Il territorio italiano pullula di corsi di danza di ogni tipo e, onde evitare che voi genitori affoghiate in questo oceano di offerte, ho pensato di fornirvi una linea guida che possa orientarvi al meglio nella vostra scelta. In particolare mi focalizzerò sulla fascia 4-6 anni, la più delicata a mio avviso. La scelta del corso di danza o meglio, pre-danza, è infatti di fondamentale importanza per orientare al meglio i vostri figliuoli negli anni a venire. Non che si tratti di una decisione categorica e determinante però, data l’ampia offerta di corsi, vale proprio la pena affidarsi ai più esperti.

Sì, lo so lo so, il fruttivendolo sotto casa che nel tempo libero impartisce lezioni di danza ai bimbi è logisticamente molto vicino ed economico ma, pensateci bene, volete davvero affidargli il frutto del vostro amore? Il vostro gioiello più prezioso strabordante di energia e potenziale?

ps. lode ai fruttivendoli, questo è solo un esempio.

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Passiamo quindi al lato pratico. Ecco un elenco di corsi di pre-danza indicati per i bambini dai 4 ai 6 anni:
Giocodanza®

Giocodanza® è un metodo di pre-danza ideato da Marinella Santini e ampiamente utilizzato ed apprezzato a livello nazionale. Si tratta di un corso pensato per stimolare l’immaginazione e la fantasia dei bambini attraverso una serie di GIOCHI EDUCATIVI. Evidenzio queste due parole perché paiono essere il concetto chiave del Giocodanza®: la lezione, ben strutturata e con obiettivi mirati, viene filtrata attraverso i giochi. Il bambino apprende quindi concetti quali lo spazio, la percezione del proprio corpo, la musica ed il ritmo, schemi motori vari, il tutto rigorosamente divertendosi.

Forse per alcuni di voi questo concetto sembrerà scontato ma Marinella Santini fa bene a differenziare il gioco educativo dal gioco ricreativo. Nel gioco educativo l’insegnante di danza pone infatti degli obiettivi mirati che i bambini sono in grado di raggiungere attraverso le attività ludiche proposte.

In questo caso, quindi, il bambino che affronta il corso di Giocodanza® o un anche un corso di pre-danza ben strutturato, non viene “parcheggiato” dal genitore sentendosi libero di fare quel che gli pare e come gli pare ma anzi impara, continuamente e costantemente, attraverso i giochi. Insomma, due piccioni con una fava: divertimento ed apprendimento.

Danza creativa/Prima danza/Pre-danza/Pre-primary o chiamatelo come vi pare…

Molte organizzazioni di formazione nell’ambito della danza (es. RAD o ISTD, come nel mio caso) affrontano anche i primissimi anni di sviluppo del bambino, fornendo a noi insegnanti tutti i consigli utili su come comportarci e sviluppare un corso per bambini dai 4 ai 6 anni.

Con forti similitudini verso il Giocodanza®, anche la pre-danza (chiamiamola in modo generico così) si dedica allo sviluppo motorio, ritmico, creativo e psicologico del bambino sfruttando numerosi giochi. Sta nell’arguzia dell’insegnante capire quali giochi, storie ed immagini si addicono meglio ai bambini per comunicare con loro in modo efficace. Gli allievi vengono così spronati a scoprire l’uso dello spazio, ad esplorare il proprio corpo, a muoversi singolarmente, in coppia o in gruppo, a rispettare le regole, ad ascoltare la musica, a battere il ritmo. Tutto ciò, rigorosamente divertendosi.

Negli anni della pre-danza vengono buttate le basi motorie che saranno poi sviluppate negli anni a venire, attraverso i corsi di danza vera e propria. I bambini impareranno quindi a saltare (un salto può essere piccolo, medio, grande; composto o scomposto), a camminare (si può marciare, camminare sulle mezze punte, correre, camminare all’indietro), ad articolare mani, braccia, spalle e tutto ciò che è possibile muovere; batteranno le mani a tempo di musica, scoprendo che questa può essere più o meno veloce. Impareranno l’arte di stare fermi (in una posa, ad esempio), l’arte di alzare la mano prima di parlare, l’educazione nel salutare i compagni e la maestra, attraverso un “ciao”, un inchino o, perché no, un “batti 5!”.

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Danzatricità® – un metodo per i piccolissimi (0-36 mesi e 4-5 anni)

Danzatricità®, ideato da Nicoletta Genovese, è un metodo nato dalla volontà di unire le mamme in un’attività che potesse essere svolta con il proprio bambino, sin dai primissimi mesi di vita (0-36 mesi). Il percorso segue attentamente lo sviluppo del bambino, adattandosi alla sua crescita motoria, sensoriale ed emotiva. La lezione è formata da una serie di esercizi psicomotori accompagnati dalla musica e tarati sulle abilità dell’età in cui si trova il bambino. Gli esercizi si evolvono di conseguenza nel tempo, aumentando gradualmente di complessità.

Danzatricità® può essere eseguita anche nella fascia dai 3 ai 5 anni, questa volta in autonomia. Durante ogni lezione, della durata di 45 minuti, l’insegnante o conduttore propone tanti piccoli esercizi, ai quali il bambino si approccerà in maniera libera e creativa. L’insegnante infatti non corregge ma fornisce una cornice di indicazioni all’interno della quale il bambino è libero di agire, scegliendo in autonomia come svolgere il compito. Gli esercizi vengono poi riproposti ciclicamente nell’arco del corso in modo che il bambino abbia la possibilità di imparare ad associare i movimenti con la musica e le indicazioni dell’insegnante.

I corsi di cui vi ho parlato finora sono accomunati principalmente da due punti fondamentali: la volontà di insegnare ai bambini attraverso il gioco e la competenza di gestire tutto questo. Insegnare ai bambini è infatti un’arte difficilissima che richiede conoscenza, creatività ed empatia.

Sta qui la differenza tra l’insegnante che, durante l’ora di pre-danza lascia i bambini in preda dell’anarchia più totale (“tanto si divertono comunque”) e l’insegnante che, pazientemente, struttura la lezione attarverso giochi e attività che possano condurre il bambino all’obiettivo preposto, divertendosi.

Ecco quindi alcune note da valutare quando si scegliere un corso di danza per i piccolissimi:
  1. Il corso di pre-danza dev’essere ben strutturato per età. I bambini di 3-4 anni devono avere un corso a parte, ben differenziato dalla fascia 5-6 anni. Un corso unico contente bambini sia di 4 che di 6 anni non sarà un buon corso poiché, come potete immaginare, un bambino di 6 anni ha uno sviluppo motorio e psicologico nettamente differente da uno di 4 anni.
  2. L’insegnante dev’essere formata. Che sia nel Giocodanza®, nella Danzatricità® o in altri corsi di pre-danza. Non lasciate i vostri figli nelle mani del primo che passa, vi prego (vedi storia del fruttivendolo sopra).
  3. Il costo del corso. Diffidate delle offerte da grandi magazzini, del tipo: “corso completamente gratuito fino a dicembre, poi da gennaio a giugno si paga la metà e l’anno prossimo ci diamo una pacca sulla spalla e via!”. Ma che è? Un professionista si fa pagare. Sarà poi compito della scuola di danza trovare una quota di iscrizione che vada incontro alle esigenze delle famiglie senza denigrare il lavoro dell’insegnante.
  4. Ricordiamoci infine che NON SI STUDIA DANZA A 3-4 ANNI! Per questo motivo i corsi hanno nomi come: pre-danza, baby-danza, Giocodanza®, gioco creativo, pre-primary e qualunque altro nome possa venire in mente all’insegnante. All’età di 3-4 anni i bambini non possono far altro che studiare le basi motorie e musicali che li condurranno, successivamente, alla danza. Quindi, se trovate un corso che vi propone di studiare hip hop, danza classica o latino americano all’età di 4 anni, fuggite più lontano che potete.
Concise conclusioni

INFORMATEVI sulle scuole di danza e sugli insegnanti prima di affidargli i vostri pargoli.

Buona danza!

A Ballet Blog va in vacanza!

A Ballet Blog va in vacanza!

A Ballet Blog va in vacanza per tornare a settembre riposata, con nuove idee ed ispirazioni danzanti da condividere. A presto! via GIPHY

Sii più espressivo…forza! – che cos’è l’espressività

Sii più espressivo…forza! – che cos’è l’espressività

Quante volte ve lo siete sentiti dire? “Sii più espressivo, forza!”, oppure, “mostrami ciò che provi, racconta una storia con la tua danza!”. Ciò che distingue la danza dalla ginnastica è il suo lato artistico, ovvero le modalità di espressività che usa. A me piace 

Lo chignon – rapida guida per genitori indaffarati

Lo chignon – rapida guida per genitori indaffarati

Siete degli indaffarati genitori e, in mezzo ai mille impegni quotidiani avete deciso di iscrivere la vostra spensierata bambina ad un corso di danza classica. Tra l’entusiasmo della bimba, l’emozione del papà nel vederla vestita tutta in rosa effetto “caramellina gommosa alla fragola” e l’incredulità nell’avere un’ora in più di tempo libero in settimana, vi rendete conto che frequentare un corso di danza classica (anche se a livello propedeutica) è in realtà un grosso impegno. Non basta accompagnare la bambina a scuola, bisogna bensì aiutarla a prepararsi: calze, body con gonnellino (qual è la dritta?!), scarpette (qual è la destra?!) ed infine, il famigerato chignon. L’incubo dei genitori e, a questo punto, pure degli insegnanti di danza. E quando avrete finalmente completato la vostra opera d’arte (bimba felicemente vestita e pettinata alla bel e meglio) vi renderete conto che manca ancora una cosa, fondamentale: la pipì. E toccherà ricominciare da capo…

Con questa ironica premessa vi porto al punto cruciale: come fare, da inesperti, uno chignon veloce e stabile. Sarò breve ma diretta, non dovete far altro che leggere ciò che segue!

PETTINATE

Pettinate i capelli della bambina per bene (non con le mani, procuratevi una spazzola o pettine!) in modo tale da ottenere una coda medio-alta e bella fissa.

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Fissate il tutto con un elastico degno di questo nome, ovvero che dia sostegno ai capelli. Gli elastici che hanno perso la loro flessibilità sono semplicemente da buttare!

PETTINATE… DI NUOVO

Ora che avete fissato la coda con l’elastico, se necessario, pettinate nuovamente i capelli per assicurarvi che i capelli non vadano negli occhi e che non ci siano “dune” di capelli vaganti. La superficie della testa dev’essere liscia e ben tirata.

Come dico sempre, spendete 10 secondi in più nel pettinare la coda perché se questa è ben fatta sarete già a metà dell’opera!

FORCINE E RETINA

Attorcigliate i capelli su loro stessi con morbidezza creando una la forma di una cipolla. A questo punto fissate i capelli alla testa con delle forcine (consiglio di usare solo le forcine strette per i bambini: hanno i capelli tendenzialmente scivolosi e queste forcine assicurano una migliore tenuta).

Utilizzate la retina per rendere lo chignon più tondeggiante e preciso e per raccogliere le ciocche di capelli che sfuggono alle mollette. È probabile che dobbiate avvolgere la retina anche 3 o 4 volte intorno alla chignon; non fateci caso, tutto nella norma.

ANCORA FORCINE…

Se necessario, fissate i capelli che sfuggono dalla coda con altre forcine. L’importante è che la bambina non abbia mai i capelli negli occhi!

TRUCCHI DEL MESTIERE

Per fare la coda utilizzate un pettine leggermente inumidito di acqua. Così facendo i capelli rimarranno al loro posto e sarà più facile assemblare la pettinatura.

A coda ultimata, avvolgete direttamente i capelli nella retina senza usare le forcine. In questo modo potrete dare la forma tondeggiante tipica dello chignon e successivamente lo fisserete alla testa.

Nel video qui sotto vedrete alcuni dei passaggi spiegati. Buona visione!

Per chi di voi fosse già più esperto e volesse accedere alla “guida integrale per fare lo chignon”, armatevi di pazienza e di un po’ di sano masochismo e cliccate qui.

Body shaming – il corpo nella vita e nella danza

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Che cos’è il body shaming? Perché se ne parla tanto negli ultimi anni? E soprattutto, come combatterlo? CHE COS’È IL BODY SHAMING Il body shaming è una forma di bullismo, di derisione del corpo femminile o maschile per alcune sue caratteristiche considerate, erroneamente, sbagliate: troppo 

Mestruazioni – assorbenti tradizionali ed eco-sostenibili

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Giovani donne, aspiranti o veterane, vi dedico un post tutto al femminile per parlare del nostro amico-nemico più fedele: il ciclo mestruale. Più o meno puntuali, le mestruazioni ci accompagnano per gran parte della nostra vita e ci tengono compagnia accanto a crampi addominali, nausee 

Oggi, un anno fa – Il ritmo del Brasile

Oggi, un anno fa – Il ritmo del Brasile

Oggi, esattamente un anno fa, partivo per l’avventura più grande della mia vita (almeno finora): un viaggio in Brasile, da sola, tra volontariato e viaggi nello stato di São Paulo per spingermi fino alle cascate di Iguaçu, in Argentina. Sono partita con pochi bagagli, l’intraprendenza di una donna e l’allegria di una bambina. Sentivo che avrei vissuto qualcosa di grande ma non avrei mai potuto pensare che il Brasile e le persone lì conosciute potessero avere un impatto così forte su di me. Lo schiaffo con cui mi ha colpito il clima brasiliano e l’apertura della sua gente mi ha portata a sentire la famosa saudade, sentimento unico e caratteristico del Brasile, impossibile da tradurre in italiano. Ne ho trovato una valida spiegazione sul sito La mente meravigliosa:

La saudade è la presenza dell’assenza. Il desiderio di qualcuno o di qualcosa che ricordiamo con affetto, ma che sappiamo che difficilmente riavremo nella nostra vita. Un profondo stato emotivo che mischia la tristezza con l’affetto, lasciandoci con una sensazione agrodolce, anche se manteniamo ancora la speranza. […] La saudade è il punto di incontro fra l’allegria del ricordo e la tristezza dell’assenza.

La mente meravigliosa

Ed è proprio con la saudade nel cuore che oggi vi porto a scoprire alcune danze brasiliane ed in generale del Centro e Sud America.

IL SAMBA

Il Brasile è la patria del samba, termine che prende origini dal dialetto africano e che significa “ombelico, pancia”. Si tratta di uno stile di danza composto da movimenti dei piedi velocissimi, accompagnati da altrettanto rapidi ancheggiamenti. Inutile dire che i brasiliani ce l’hanno nel sangue, mentre noi europei, al confronto, siamo impalati come dei tronchi d’albero!

Sebbene la mia formazione sia prevalentemente classica, mi sento piuttosto versatile: negli anni mi sono dedicata anche al contemporaneo, al musical, al tango argentino, all’hip hop e, nonostante non eccellessi in alcuno di essi, mi sono sembra difesa piuttosto dignitosamente. Raramente mi è mancata la coordinazione o il senso del ritmo. Quando però mi sono trovata affiancata da ballerini di samba (e non parlo di ballerini professionisti, intendo semplicemente brasiliani di ogni fascia di età e casta sociale), ecco, in quel momento per la prima volta in vita mia mi sono sentita scoordinata. La loro velocità, il loro senso del movimento, la maestria nel muovere il bacino è qualcosa di impareggiabile ed ammirevole. Ho speso intere nottate ad osservarli ballare bramando ardentemente di poter essere, anche solo per una sera, nei loro corpi morbidi e sinuosi.

Era il mio sogno andare in un paese dove la gente ballasse per strada, dove ancheggiare non è volgarità ma semplicemente divertimento, dove la danza e la musica sono un inno nazionale di gioia e tristezza. Dico tristezza per la situazione di povertà in cui molti vivono: senza istruzione, senza prospettive ma forti della loro musica. Forti del ritmo che hanno dentro. Con la voglia di cambiare paese per trovare quelle possibilità che lì non hanno e con la nostalgia nel cuore per il calore umano che solo il Brasile ti sa regalare.

LA CAPOEIRA

Ragazzi vorrei dirvi che da brava viaggiatrice ho sperimentato anche la capoeira ma la realtà è che sono una frana quando si tratta di verticali, ruote e tutto ciò che comprende il mettersi a testa in giù!

Nonostante ciò, ho intenzione di spiegarvi brevemente di che cosa si tratta poiché non esiste brasiliano che non ammiri questa disciplina. La capoeira è un incrocio tra danza e lotta, caratterizzata da varie acrobazie, canti e musica. Si tratta di una pratica fondata dagli schiavi africani deportati in sud america: essi, costretti a lavorare duramente nelle piantagioni, si allenavano in questa lotta camuffata sotto forma di danza per non insospettire i padroni. Questi ultimi pensavano ingenuamente che gli schiavi si dilettassero nelle danze quando in realtà si trattava di vere e proprie lotte destinate, un giorno, a sconfiggere l’egemonia dei padroni.

La capoeira viene danzata in tutto il Brasile e ormai anche al di fuori di esso. Se avrete possibilità di camminare per le vie di Rio de Janeiro, la vedrete frequentemente praticata: ci si dispone in cerchio e, due alle volta, si inizia la danza/lotta. La capoeira è uno dei capisaldi brasiliani e racchiude al suo interno l’anima del Brasile: musica, canto, danza, movimento, allegria, rabbia e tristezza, unione. Un grido disperato addolcito da danza e musica.

Se abitate in Trentino Alto-Adige e volete approcciarvi alla capoeira, non posso far altro che indirizzarvi verso un brasiliano doc che con grande energia e generosità porta la sua cultura nel nostro paese: Paulo Cruz.

LA SALSA E LA BACHATA

Seppur queste danze siano rispettivamente di origine cubana e della Repubblicana Dominicana, tutti, in Centro e Sud America, le sanno danzare. Nella mia avventura in Brasile ho avuto la fortuna di avere a che fare con molti volontari dal Perù, Messico ed Ecuador. Anche lì, il movimento del bacino è la chiave delle loro danze e sono abilissimi nella salsa e nella bachata. Il mio amico peruviano mi diceva che studiare la bachata è addirittura una materia scolastica! Insomma, si muovono con tale delizia che mi è venuto il dubbio ballassero anche nel grembo materno.

Con salsa e bachata me la sono cavata meglio rispetto al samba: alcuni amici peruviani si sono presi la briga di insegnarmi queste danze e, seppur non ai loro livelli, mi sono difesa piuttosto bene. Quante feste insieme, quanti balli, quanta gioia!

Jordan ed io – cascate di Iguaçu
E NOI, PERCHE’ BALLIAMO?

Ho sempre pensato che la motivazione che mi spingesse a danzare fosse la necessità. La necessità di fare qualcosa che mi fa stare bene, la necessità di seguire la mia vocazione, il mio credo. La necessità di danzare, semplicemente.

E poi ho visto loro, brasiliani e sudamericani, che ballano a tutt’altro livello di necessità. La necessità di ribellarsi ad una politica difficile e un’educazione inesistente. La necessità di sorridere perché la danza e la musica sono fonte di gioia e sfogo.

Vorrei vedere più spesso questo tipo di persone, aver a che fare tutti i giorni con questi ballerini di necessità, con questi animi ribelli spinti dalla gioia e della rabbia.

Purtroppo c’è qualcosa di freddo in noi europei. Un grande blocco emotivo e fisico ci trattiene e, nonostante tutto il talento che abbiamo, non riusciremo mai ad essere espressivi quanto i brasiliani. Saranno pure schiavi di una politica bastarda ma saranno sempre liberi di ballare come vogliono.

“Il samba è il rimedio dell’anima”
Os voluntários
Casa da criança – jogando futebol
Pão de queijo e chá
Praia de Ipanema – Rio de Janeiro
Maracanà – Rio de Janeiro
Cataratas do Iguaçu – Argentina
Pirouettes – nulla di più facile!

Pirouettes – nulla di più facile!

Se volete scoprire perché Mary Poppins è la foto di copertina del mio articolo sulle pirouettes… beh, non potete far altro che continuare a leggere! Nulla di più facile di una pirouette, e certo! La preparazione, poi, è semplicissima: giusto un plié in quarta posizione con